Sì, esistono video manipolati con l’intelligenza artificiale che mostrano persone famose promuovere investimenti in trading o criptovalute che non hanno mai approvato. Sono deepfake: contenuti generati artificialmente che riproducono volto, voce e movimenti di una persona reale per farle dire cose che non ha mai detto. Le stime sul giro d’affari di queste truffe in Italia variano da fonte a fonte, ma si attestano tutte sopra i 100 milioni di euro l’anno: il Sole 24 Ore ha riportato un dato di circa 147 milioni di euro sottratti da finti broker, mentre altre fonti basate su dati della Polizia Postale parlano di oltre 110 milioni. In entrambi i casi, il fenomeno continua a crescere.
Come si presenta questa truffa
Il meccanismo è quasi sempre identico: un annuncio sponsorizzato su Facebook, Instagram o X mostra un video in cui un volto noto, spesso un politico, un conduttore televisivo o un imprenditore, racconta di aver scoperto un metodo per guadagnare cifre importanti investendo in una piattaforma specifica. Il video imita con grande precisione voce e movimento labiale della persona reale, ma è interamente generato o alterato con strumenti di intelligenza artificiale.
In Italia sono stati documentati video con volti di Giorgia Meloni, Fabio Fazio, Sergio Mattarella, Elon Musk e diversi membri della famiglia Berlusconi, tutti utilizzati senza consenso per promuovere piattaforme di investimento fittizie. In un caso diventato pubblico, un finto video di Giorgia Meloni invitava gli utenti a investire 250 euro su una piattaforma, mostrando anche i loghi di Unicredit e Banco BPM senza alcuna autorizzazione, per dare l’impressione di un’iniziativa legittima legata a istituti bancari reali.
Perché funziona: il meccanismo della fiducia presa in prestito
Questo schema non punta a costruire una relazione personale con la vittima, come accade nella truffa sentimentale e d’investimento. Punta invece su qualcosa di più immediato: la fiducia che il pubblico ha già verso un volto noto. Vedere una persona che si conosce e si stima dire “ho investito e ha funzionato” abbassa drasticamente la soglia critica, anche quando il messaggio è oggettivamente improbabile.
Cliccando sull’annuncio, l’utente viene reindirizzato a un sito che imita lo stile grafico di una testata giornalistica nota, con un articolo costruito ad arte attorno a una “rivelazione esclusiva” del personaggio. Da lì il funnel porta alla richiesta di dati personali e a un primo contatto telefonico con un sedicente consulente finanziario, secondo lo schema classico già descritto nella nostra guida sulle truffe nel trading online.
Perché Meta e Google non li bloccano sempre
Una domanda ricorrente è perché le grandi piattaforme pubblicitarie non riescano a impedire la diffusione di questi annunci. La risposta tecnica è che i sistemi di rilevamento automatico, basati su intelligenza artificiale, generano anche falsi positivi quando applicati su larga scala, e i truffatori producono continuamente varianti leggermente diverse dello stesso annuncio per aggirare i filtri. Alcune inchieste giornalistiche internazionali hanno inoltre documentato che una quota significativa di nuovi inserzionisti su queste piattaforme promuove contenuti riconducibili a truffe o prodotti illeciti, un dato che aiuta a spiegare perché il fenomeno resti così diffuso nonostante le segnalazioni.
Quando un video deepfake che ti coinvolge personalmente diventa virale, come accaduto a Fabio Fazio, l’unica strada concreta resta la segnalazione diretta alla piattaforma social e, nei casi più gravi, la denuncia formale alle autorità.
Cosa dice la nuova normativa italiana sull’IA
La legge italiana sull’intelligenza artificiale, approvata il 17 settembre 2025, introduce per la prima volta l’obbligo di etichettare in modo chiaro i contenuti generati o manipolati con l’IA quando possono essere scambiati per reali. Questo obbligo si inserisce nel quadro più ampio del Regolamento europeo sull’IA (AI Act) e rappresenta uno strumento normativo in più per perseguire chi produce e diffonde questi contenuti, anche se l’applicazione pratica contro reti criminali che operano dall’estero resta complessa.
Come riconoscere un deepfake prima di cadere nella truffa
- Movimento labiale e sincronizzazione audio imperfetti. Nonostante i progressi della tecnologia, restano spesso piccole incongruenze tra il parlato e il movimento della bocca, soprattutto su parole specifiche.
- Un volto noto in un contesto del tutto inusuale. Un politico o un conduttore televisivo che parla di investimenti personali, fuori dal proprio ruolo abituale, è già di per sé un segnale d’allarme.
- Riferimenti a conseguenze legali o lavorative per “aver rivelato il segreto”. È un espediente narrativo ricorrente per aumentare la credibilità e la sensazione di esclusività dell’informazione.
- Loghi di banche o istituzioni note usati senza alcun link diretto verificabile al sito ufficiale di quella banca o istituzione.
- Pressione a investire una cifra specifica e contenuta, generalmente attorno ai 250 euro, presentata come un primo passo “senza rischio”.
La stessa CONSOB raccomanda di verificare sempre nomi e numeri di autorizzazione prima di qualsiasi versamento, indipendentemente da quanto autorevole sembri la fonte che ti ha contattato. Puoi anche controllare se la piattaforma promossa nel video compare già nella nostra lista nera dei broker segnalati.
Cosa fare se sei stato coinvolto
Se hai già versato denaro dopo aver visto un video di questo tipo, le azioni da seguire sono le stesse di qualsiasi altra truffa di trading: interrompi ogni versamento, conserva tutta la documentazione (inclusi screenshot del video e dell’annuncio, se ancora disponibili), e segnala il caso alla CONSOB e alla Polizia Postale. La nostra guida completa su come denunciare e provare a recuperare i soldi descrive la procedura passo per passo.
Se invece il video usa la tua immagine, o quella di un tuo familiare, senza che tu abbia mai avuto a che fare con la piattaforma promossa, puoi comunque segnalarlo alla piattaforma social su cui circola e, se necessario, sporgere denuncia per uso illecito della tua immagine.
Domande frequenti
Come faccio a sapere se un video di un personaggio famoso è davvero un deepfake?
Non esiste un metodo infallibile al 100%, ma incongruenze nel labiale, un contesto fuori dal personaggio reale, e la richiesta di investire su una piattaforma specifica sono segnali fortemente indicativi. La verifica più sicura resta controllare se il personaggio ha smentito pubblicamente quel video sui propri canali ufficiali.
I personaggi famosi coinvolti rischiano qualcosa legalmente?
No. Le persone il cui volto viene utilizzato sono vittime a loro volta, nello stesso modo in cui lo è chi clicca sull’annuncio. Diversi personaggi pubblici italiani hanno già sporto denuncia per l’uso non autorizzato della propria immagine in questi video.
Posso recuperare i soldi se sono caduto in questa truffa?
Le possibilità dipendono dal metodo di pagamento utilizzato e dalla rapidità con cui agisci dopo aver scoperto la truffa. Una valutazione del caso specifico, basata sulla documentazione disponibile, è il modo più affidabile per capire quali strade restano percorribili.


