Broker Autorizzati CONSOB: Cerca e Verifica gli Intermediari (Aggiornato 2026)

Consulta in tempo reale l’elenco delle imprese autorizzate dalla CONSOB: SIM italiane, intermediari UE con succursale o in libera prestazione di servizi.

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Imprese Autorizzate

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CONSOB

Fonte Ufficiale

Fonte: CONSOB · Aggiornamento giornaliero

INTRODUZIONE

 

Fonti: elenchi ufficiali CONSOB, documentazione ESMA/ACF, Banca d’Italia.

 

Questa pagina ha finalità informativa e di tutela: non costituisce consulenza né raccomandazione di investimento.

 

Scegliere un intermediario autorizzato è il confine concreto tra operare in un sistema regolamentato ed esporsi al rischio di una truffa. Prima di affidarti a una generica lista di broker trovata online, verifica che l’intermediario sia effettivamente presente negli elenchi pubblici ufficiali validi in Italia: è la condizione minima per rientrare nel perimetro della normativa europea MiFID II e nelle tutele previste per gli investitori retail.

 

In questa pagina puoi cercare in tempo reale, inserendo nome o ragione sociale, se un intermediario compare nei registri ufficiali aggiornati.

Database di 1.032 Broker Autorizzati CONSOB

IMPRESA / SIM N. ISCRIZIONE PAESE REGIME
Disclaimer: Le informazioni sono estratte automaticamente dal portale ufficiale sito ufficiale CONSOB. Si raccomanda comunque di verificare sempre sui siti istituzionali prima di assumere decisioni di investimento.

REGISTRO CONSOB (ART. 20 TUF)

Il Registro delle Imprese di Investimento CONSOB

 

La CONSOB raccoglie in registri pubblici le imprese autorizzate a operare in Italia, secondo quanto previsto dall’articolo 20 del Testo Unico della Finanza (D.Lgs. 58/1998).

 

Per i broker con sede in un altro Stato membro UE già regolamentati dall’autorità del proprio paese, la CONSOB distingue due categorie:

 

Imprese con succursale: dispongono di una sede fisica e di un’organizzazione stabile in Italia.

 

Imprese senza succursale: operano esclusivamente in via telematica, in regime di libera prestazione di servizi (LPS).

 

L’iscrizione in uno di questi registri non rende tutti i broker equivalenti tra loro: le regole di vigilanza applicabili e il livello di tutela legale per l’investitore cambiano sensibilmente in base alla categoria di appartenenza.

COME VERIFICARE IL TUO BROKER

Il Tuo Broker è Davvero Regolamentato?

 

Cerca il nome nel campo sopra. Tre regole pratiche per evitare falsi negativi:

 

Controlla la corrispondenza completa: denominazione, paese, autorità e regime devono coincidere tutti.

 

Cerca la ragione sociale, non solo il nome commerciale: molti brand di marketing corrispondono a società con denominazione completamente diversa.

 

Prova anche con il dominio web: nei casi di clone, spesso l’unico dettaglio che cambia è proprio il dominio.

 

Non trovi il tuo intermediario, o sospetti una truffa?

 

Vai direttamente alla sezione “Non trovi il broker in elenco? Ecco cosa fare subito” più avanti in questa pagina.

 

Se il broker non compare tra i risultati, non è autorizzato a operare in Italia. Interrompi immediatamente ogni contatto e versamento: se hai già investito denaro, la nostra guida su come recuperare i soldi da una truffa di trading spiega quali strade restano percorribili.

3 COSE DA SAPERE

Tre Punti Chiave Prima di Verificare

 

1. La CONSOB pubblica gli elenchi, ma non “autorizza” ogni broker estero direttamente.

Molte piattaforme operano in Italia tramite passaporto europeo. In questi casi, la vigilanza principale resta in capo all’autorità del paese d’origine (home country control): ad esempio Cipro, Germania, o un altro Stato UE.

 

2. Un nome regolare in elenco non garantisce che il sito sia quello giusto.

Le organizzazioni criminali copiano nome, logo e grafica di intermediari reali. È possibile trovare una denominazione corretta nel registro e, contemporaneamente, essere finiti su un dominio completamente fraudolento.

 

3. Se l’intermediario non compare, fermati immediatamente.

Se non risulta negli elenchi, o se i dati non coincidono esattamente, interrompi versamenti e contatti e passa direttamente ai controlli di sicurezza descritti più avanti.

TUTELE MIFID II / ESMA

Cosa Significa Operare con un Intermediario Autorizzato

 

Comparire in un registro ufficiale non è un dettaglio burocratico: significa che l’intermediario è soggetto a un sistema regolamentato, con obblighi di condotta e presidi di tutela specifici per il cliente retail.

 

Per chi investe in strumenti ad alto rischio come i CFD, le misure ESMA funzionano anche come segnale d’allarme pratico: se un broker propone condizioni incompatibili con questi limiti, la probabilità di irregolarità aumenta.

 

Limiti di leva sui CFD per clienti retail

30:1 — coppie valutarie principali

20:1 — coppie valutarie non principali, oro, indici principali
10:1 — altre materie prime e indici non principali
5:1 — azioni singole e altri sottostanti non elencati
2:1 — criptovalute

 

Segnale d’allarme: leve estreme (200:1, 500:1 o superiori) proposte a un cliente retail, specialmente se accompagnate da pressione commerciale.

 

Chiusura automatica delle posizioni a margine

Quando il margine complessivo del conto scende sotto una soglia armonizzata, fissata al 50% del margine iniziale richiesto, il broker è obbligato a chiudere automaticamente una o più posizioni.

 

Protezione dal saldo negativo

Un cliente retail non può perdere più di quanto depositato sul conto dedicato al trading in CFD: non può quindi ritrovarsi in debito verso il broker.

 

Divieto di bonus e incentivi sul trading

È proibito offrire bonus monetari d’ingresso, moltiplicatori di deposito o promozioni legate al volume di trading. Se un broker ti propone un “bonus del 100% sul primo deposito”, stai quasi certamente parlando con un soggetto non autorizzato. Sono ammesse solo eccezioni legate a benefici non monetari, come materiale informativo.

SIM, SUCCURSALE E LPS: LE DIFFERENZE

Le Categorie del Registro CONSOB

 

La categoria in cui un broker è iscritto determina chi lo vigila principalmente, quali strumenti di tutela sono accessibili, e spesso anche il trattamento fiscale.

 

SIM e intermediari italiani

Operano nel perimetro domestico italiano: più accessibili per assistenza, gestione contrattuale e contenzioso.

 

Imprese UE con succursale in Italia

Hanno una sede fisica sul territorio italiano. La succursale incide su assistenza, lingua e accesso pratico ad alcuni strumenti di tutela.

 

Imprese UE senza succursale (libera prestazione di servizi)

È la situazione più comune nel trading online: operatività solo digitale, nessun ufficio in Italia. Vale il principio di home country control: la vigilanza resta dell’autorità del paese in cui l’intermediario è autorizzato.

 

Imprese extra-UE

Non godono automaticamente del passaporto UE. Operare verso clienti retail italiani richiede condizioni specifiche, non sempre soddisfatte.

OSCURAMENTO SITI ABUSIVI

Il Potere di Oscuramento della CONSOB

 

Oltre a pubblicare i registri, la normativa italiana attribuisce alla CONSOB un potere diretto e incisivo: ordinare l’oscuramento immediato dei siti web illeciti.

 

Quando viene accertato un caso di abusivismo finanziario, la CONSOB può rivolgersi direttamente ai fornitori di connettività internet (ISP) attivi in Italia per rendere inaccessibili i domini delle piattaforme fraudolente. Settimanalmente, la CONSOB pubblica bollettini (“Occhio alle Truffe!”) con diffide e provvedimenti di blocco contro portali abusivi e siti clone.

I BROKER PIÙ CERCATI: COME SONO INQUADRATI

I Broker più Noti e la Loro Posizione in Italia

 

Molti risparmiatori cercano conferme sulle piattaforme di trading più pubblicizzate. È importante sapere che anche i grandi marchi internazionali operano in Italia sotto categorie giuridiche diverse tra loro, il che cambia le regole di vigilanza e fiscalità applicabili.

 

Per questo, l’unico controllo davvero affidabile resta la verifica diretta nella tabella in cima a questa pagina, per ragione sociale o dominio. Quando l’operatore è una banca, la verifica va estesa anche agli albi di vigilanza di Banca d’Italia.

 

Alcuni esempi pratici tra le piattaforme più ricercate dagli investitori italiani:

 

SIM italiane: operatori storici come Directa (Directa SIM p.a.) rientrano nell’elenco delle imprese italiane, sotto la vigilanza congiunta di CONSOB e Banca d’Italia.

 

Intermediari UE (succursale o LPS): molti broker internazionali, tra cui eToro, Plus500, XTB, IG, Interactive Brokers, Pepperstone, Admiral Markets e ActivTrades, operano in Italia tramite passaporto europeo, con o senza succursale. L’inquadramento esatto va sempre verificato nel risultato della tabella.

 

Istituti bancari: alcune piattaforme note sono banche o fanno capo a soggetti bancari. In questi casi la verifica va estesa agli elenchi di Banca d’Italia, oltre ai registri CONSOB.

 

DEGIRO, marchio del gruppo flatexDEGIRO Bank, dichiara di operare in Europa tramite passaporto cross-border.

 

Trade Republic opera come banca; nel 2025 è stata riportata l’attivazione di una struttura italiana con novità su operatività e gestione fiscale, dove previsto. Anche in questo caso, verifica sempre lo status aggiornato sui documenti contrattuali.

 

Nota: queste informazioni servono solo a illustrare il funzionamento dei registri. Denominazioni, inquadramento giuridico e servizi possono cambiare nel tempo. Verifica sempre lo stato aggiornato con il tool di ricerca e con le fonti istituzionali, prima di qualsiasi decisione.

ACF: IL VUOTO DI TUTELA DA CONOSCERE

ACF: Cos’è e Quando Non Puoi Usarlo

 

L’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) è un sistema di risoluzione stragiudiziale gratuito per l’investitore, che consente richieste fino a 500.000 euro.

 

C’è però un limite fondamentale da conoscere: l’ACF copre esclusivamente gli intermediari italiani (SIM, banche) e le succursali di intermediari esteri fisicamente stabilite in Italia. Se l’intermediario opera solo in libera prestazione di servizi, senza succursale, la strada dell’ACF è generalmente esclusa.

 

Questo non significa assenza totale di tutela, ma richiede di rivolgersi alle autorità del paese d’origine dell’intermediario: un percorso spesso più complesso, con barriere linguistiche, costi e tempi maggiori.

TASSAZIONE: AMMINISTRATO VS DICHIARATIVO

Regime Fiscale: Cosa Aspettarti

 

Regime amministrato (sostituto d’imposta)

L’intermediario stesso calcola e versa le imposte dovute: l’investitore riceve importi già netti. È più comune con banche, SIM o intermediari con presenza organizzata in Italia, ma dipende dal contratto specifico e dalla struttura operativa, non va dato per scontato.

 

Regime dichiarativo

L’investitore riceve importi lordi e deve gestire autonomamente gli adempimenti fiscali, incluso il monitoraggio e la dichiarazione delle plusvalenze. Molti intermediari esteri senza succursale richiedono nella pratica la gestione autonoma di adempimenti come RW, RT e IVAFE.

 

Regola pratica: non dare per scontato il regime fiscale. Verifica sempre nelle condizioni contrattuali, e se necessario consulta un professionista.

SISTEMI DI INDENNIZZO

Cosa Coprono Davvero i Fondi di Garanzia

 

Punto da chiarire subito: nessun fondo rimborsa le perdite dovute al normale andamento negativo dei mercati. I sistemi di indennizzo intervengono solo in scenari specifici, come l’insolvenza dell’intermediario con mancata restituzione di denaro o strumenti finanziari.

 

Fondo Nazionale di Garanzia (Italia)

Il regolamento operativo del Fondo prevede un indennizzo massimo di 20.000 euro per ciascun investitore.

 

Investor Compensation Fund (esempio: Cipro)

Per gli intermediari autorizzati a Cipro, la documentazione informativa sul sistema ICF riporta un indennizzo massimo pari al minore tra il 90% della richiesta accertata e 20.000 euro.

 

Nota: procedure, tempi e condizioni effettive dipendono dal caso specifico e dalla normativa applicabile. Consulta sempre la documentazione ufficiale dell’intermediario.

COSA FARE SUBITO

Non Trovi il Broker in Elenco o Sospetti una Truffa? Ecco Cosa Fare Subito

 

Se la società a cui hai affidato denaro non compare negli elenchi, oppure noti comportamenti anomali (pressioni, richieste di “tasse” per sbloccare il prelievo, assistenza irraggiungibile, dominio diverso da quello atteso, promesse di rendimento), agire rapidamente è essenziale.

 

1. Interrompi ogni pagamento

Non versare ulteriori somme per nessun motivo: né tasse, né commissioni, né costi di sblocco. Molte truffe seguono un’escalation psicologica precisa: prima la perdita, poi la promessa di recupero in cambio di un pagamento (è lo schema della cosiddetta recovery room).

 

2. Blocca l’invio di documenti

Non inviare nuovi documenti d’identità, selfie, carte o estratti conto: il rischio non è solo economico, ma anche di furto d’identità e uso illecito dei tuoi dati.

 

3. Raccogli e conserva le prove subito

Contabili e bonifici, con IBAN e beneficiari.
Ricevute carta, indirizzi wallet e TXID se hai usato criptovalute.
Email, chat e screenshot della piattaforma, inclusa l’area prelievi.
Numeri di telefono, nominativi, eventuali registrazioni delle chiamate.

 

4. Verifica se potrebbe essere un clone

Se trovi una società regolare nel registro ma il sito che usi non coincide esattamente, potresti essere su una copia: nome vero, dominio falso.

 

5. Richiedi una prima valutazione

ScudoTrader, tramite il team legale partner, offre un’analisi preliminare della documentazione per valutare la tua situazione e individuare gli strumenti di tutela applicabili.

 

Nessuna promessa irrealistica: il recupero dipende da tracciabilità dei fondi, tempi di intervento e giurisdizioni coinvolte. Ma un’analisi rigorosa evita passi sbagliati e accelera le azioni realmente utili.